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CENTRO STUDI | CAPPELLE, ACCADEMIE & CONSERVATORI | ACCADEMIE. ACCADEMIA FILARMONICA DI BOLOGNA

L' ACCADEMIA FILARMONICA DI BOLOGNA E LA MUSICA SACRA

prof. ROMANO VETTORI
Conservatorio di Trieste - Accademia Filarmonica di Bologna

Nel pieno centro di Bologna, a pochi passi dalle due torri, alla confluenza della Strada Maggiore con la piazza Aldrovandi e la Chiesa dei Servi, si apre la via Guerrazzi, ove sorge il cinquecentesco palazzo Carrati. Vi si accede attraverso il caratteristico androne, ornato di lapidi commemorative e da una vetrata policroma che fanno entrare immediatamente il visitatore nell'atmosfera  in cui l'edificio è immerso da più di tre secoli. La musica, infatti, da quando in quest'edificio nacque una delle più antiche istituzioni musicali della città, qui è padrona di casa.

L'autorità dell'Accademia nella composizione musicale sacra
L'Accademia Filarmonica era spesso chiamata a fornire pareri tecnico-musicali e, per la sua indiscussa autorità in questo campo, fu sempre un’ ambita meta professionale.
Benedetto Marcello, il 10 ottobre 1710, faceva rispettosa richiesta di aggregazione rivolgendosi al Definitore Giacomo Antonio Perti, presentando a tale scopo una sua composizione (una Messa a Cappella composta per Papa Clemente XI) con preghiera di “farla vedere a questi virtuosi Maestri Accademici perché si compiacciano compatirla e riceverla in dono, se mi accettano loro benché inutile compositore”. Scusandosi per alcune licenze introdotte nel contrappunto, il compositore veneziano si affidava comunque al giudizio degli accademici bolognesi: “... tutte queste cose ho detto per mia quiete, e s'intende tutte sottomesse ai riflessi dei Signori accademici, i quali prego a volermi amorosamente correggere”.
Ricorrevano all'Accademia Filarmonica anche autorità superiori, per ottenere pareri circa l'applicazione di decreti in materia di arte musicale: così il cardinale Alessandro Albini, Prefetto e Protettore della cappella musicale pontificia in Roma, si rivolse a Giambattista Martini, nuovo Definitore Perpetuo dell'Accademia, per avere il suo parere su alcuni decreti riguardanti l'organizzazione della cappella romana (1761).

Il Farinelli e Padre Martini
Le aggregazioni del cantante Carlo Broschi detto il Farinelli (1730) e del famoso erudito e, compositore padre Giambattista Martini (1758) rappresentano simbolicamente e culturalmente buona parte della storia della Filarmonica di Bologna nella seconda metà del XVIII secolo. Il riconoscimento dato al più celebre cantante d'opera del secolo testimonia infatti anche del prestigio raggiunto dall'istituzione. La definizione di precise regole compositive per la musica sacra e la formazione di una solida tradizione di studi storici e teorici, anche tramite la raccolta di una notevole biblioteca musicale, collegabili direttamente a padre Martini ed alla sua scuola, danno invece la misura dell’importanza della vita musicale ed artistica che ruotava intorno all'Accademia bolognese.

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